Ecco dove i fiorentini “doc” vanno a fare la spesa

Il fascino dei mercati, piccoli o grandi che siano, è indiscuti­bile. I colori, i profumi, il “vo­ciare” dei venditori a richia­mare la gente sui propri articoli of­ferti a un prezzo “imbattibile”, i passi frettolosi di chi sa già dove andare, e quelli più lenti di chi an­cora non sa cosa scegliere… Perso­ne che ogni mattina s’incontrano tra i banchi. Bisbiglii, chiacchiere, pettegolezzi veloci. Un universo confusionario, ru­moroso e al tempo stesso ricco di vi­vacità e allegria. Vivacità e allegria che animano an­che i banchi e le bancarelle dei mercati di Firenze. I fiorentini ama­no i loro mercati. Un amore senza limiti di età e di differenze sociali. La marchesa ha il suo formaggiaio di fiducia, l’anzia­no conte è divenuto nel corso degli anni cliente abituale del fruttiven­dolo, la moglie dell’industriale ac­cetta di buon grado la ricetta per cucinare il pollo in umido dalla portinaia incontrata per caso nel via vai del mercato, per passarla, poi, direttamente alla cuoca. Nei mercati lo “snobismo” lascia spazio alla giovialità, come se qui fosse tut­to più autentico e più semplice. È, insomma, una sorta di microcosmo, un piccolo villaggio dove viene rap­presentata tutta la tipologia dei ca­ratteri umani, dove ogni venditore ha un suo status e un suo ruolo rico­nosciuto anche dagli altri colleghi.
Vediamo quali sono, tra i merca­ti di Firenze, quelli più amati e più frequentati dai suoi cittadini. Un appuntamen­to settimanale, il martedì, al quale pochi rinunciano è il mercato nel parco delle Ca­scine, proprio su quel viale Lin­coln che costeg­gia l’Arno. Dalle 8 di mattina alle 14 una folla di persone percorre quel chilometro di strada tra due ali di banchi e bancarelle colmi di mercanzia di tutti i generi. Inizian­do dal ponte Amerigo Vespucci i primi che incontriamo sono i venti­sette banchi di alimentari, poi quelli di casalinghi, di abbiglia­mento, di tessuti. Un corridoio tra due ali di mercé in esposizione che dai profumi di porchetta, formaggi; salumi, salse, verdura, frutta e fiori si trasforma in un tripudio di colori con abiti per lui, per lei e per il bambino. E non è finita: si può in­fatti trovare ogni sorta di oggetti per la casa, dalle stoviglie, alle len­zuola, alle coperte, ai complementi d’arredo, per arrivare ai tessuti per rendere più vivace il salotto o la ca­mera di casa nostra.
Nella bella struttura liberty, a due piani, progettata dall’architetto Giu­seppe Mengoni, si svolge invece uno dei mercati alimentari più importanti della città, il mercato di San Lorenzo o mercato Centrale. Inaugurato nel 1874 come Esposizione internazionale dell’orticoltu­ra (la stampa dell’epoca  scrisse: “Non avrà, per le sue comodità e per la sua magnificenza, l’uguale in altra parte d’Italia”) que­sto mercato è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 14, il sabato dalle 8 alle 19,30. Distante appena tre minuti a piedi dal duomo, offre un grande parcheggio sotterraneo. Al primo piano ecco i banchi di vendi­ta di carni, insaccati, formaggi, pe­sce, mentre al secondo piano fanno bella mostra le bancarelle di frutta e verdura. Una varietà senza limiti di generi ali­mentari legati alla buona tradizione della più gu­stosa e genuina cucina locale, ma anche prodotti esotici esposti in abbon­danza e con grande cura estetica. Bar e ristoranti permettono piacevoli pause che contribuisco­no a rendere più piace­vole la spesa quotidiana. Realizzato sempre dal Mengoni, nella seconda metà dell’Ottocento, po­co distante da piazza Santa Croce si trova il mercato di Sant’Ambrogio. Il padiglione in ferro e ghisa montato su una struttura in muratura raccoglie al suo interno i banchi di macelleria -qui vengono proposte gustose pietanze di carni pronte per essere cucinate, tanto varie da soddisfare ogni esigenza di palato, anche del più sopraffino – e di ge­neri alimentari, mentre quelli di frutta e verdura, di fiori, di casalin­ghi e di abbigliamento vario sono situati all’esterno sotto una tettoia che circonda l’edificio su tre lati. È aperto tutti i giorni feriali, a partire dalle ore 8 fino alle 14.
Eccoci poi arrivare al mercato di piazza de’ Ciompi o mercato delle pulci, come molti fiorentini preferi­scono chiamarlo. A metà strada tra il robivecchi e l’antiquariato è un coloratissimo ca­leidoscopio di stampe, cerami­che, libri, quadri, vecchie riviste, piccoli oggetti, di­schi e chincaglie­rie varie. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19,30, l’ultima domenica del mese si arricchisce di centinaia di banchi che arrivano da tutta la To­scana e che rallegrano anche le stradine vicine. E tra merci di varie epoche, costume e mode, non è im­probabile trovare oggetti di pregio e di valore non soltanto affettivo.

Nelle foto sopra: scorci del mercato di San Lorenzo, che si svolge nel grande padiglione liberty progettato da Giuseppe Mengoni. È il più grande e suggestivo mercato alimentare della città.

Sopra: uno degli stand di salumi e formaggi del variopinto mercato di Sant’Ambrogio, presso piazza Santa Croce. Nella presentazione: bric-à-brac e piccolo antiquariato al mercato delle pulci, appuntamento quotidiano in piazza de’ Ciompi

Un discorso a parte meriterebbe­ro i mercatini rionali: qui ci limitia­mo a segnalare quello senz’altro più caratteristico, anche per la sua ubicazione: si tratta del mercatino di Santo Spirito che tutti i giorni si tiene nell’omonima piazza dell’o­monimo quartiere di Diladdarno. Ventidue banchi di frutta, verdura, casalinghi e abbigliamento, allietati dalla bancarella di fiori e piante per dare alla casa un tocco di colore e di profumo. La terza domenica di ogni mese ecco che la piazza e le viuzze circostanti diventano un grande mercato a metà strada tra il robivec­chi, l’antiquariato e il modernaria­to, senza dimenticare le molte bancarelle di prodotti alimentari tra i quali spiccano quelle di formaggi e salumi. Un mercato in cui non è dif­ficile incontrare molti nobili fioren­tini che a pochi metri di distanza hanno i loro palazzi. Famiglie che rispondono ai nomi di Frescobaldi, Ricasoli, Barbolani di Montauto, Rosselli del Turco, oltre ai tanti per­sonaggi cittadini noti in Firenze ma non solo. D
Alessandro Giannotti da Mensile Bell’Italia

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