Ceramica DOC

SAN LORENZELLO (BENEVENTO)
Un piccolo centro storico, pochi monumenti, ma una tradizione artigianale che vive da secoli. E tante botteghe per fare uno shopping davvero speciale

Aspro di rocce s’erge Monterbano, ricco alle falde di bei boschi ombrosi. Come una man­dria stanca che riposi, San Lorenzello vi si adagia al piano”. Così parlava di questo minuscolo borgo Maria Luisa d’Aquino, scrittrice e poetessa, che qui lavorò fino al 1992. San Lorenzello, quasi 14 chilometri qua­drati di estensione e più di duemila abitanti, giace nella pianura ai pie­di del Monte Erbario, che lo proteg­ge regalandogli un clima favorevole. Sembra che la contrada sia sorta nell’800, dopo che i saraceni invasero la valle Telesina. Nel tempo non è stata risparmiata dai terremoti, che pur causando danni agli edifici, poi rifatti, non hanno però modificato di molto lo stampo urbanistico medie­vale del centro storico. Nonostante ciò, non è che il paese regali grandi emozioni, se si esclude una pace bu­colica e un bel paesaggio nei dintor­ni. Quanto ai monumenti, meritano una fugace visita Palazzo Massone, di origine cinquecentesca, rimaneg­giato dopo il terremoto del 1688, la chiesa di Maria Santissima della Sanità, che racchiude delle maioliche del ‘700, e il chiostro secentesco del­l’ex Convento Carmelitano.

• Opere d’autore
La fama di San Lorenzello è legata alla sua produzione di ceramica. Da secoli le fornaci delle botteghe ar­tigiane regalano stoviglie, acqua­santiere, vasi, medaglioni, tavolet­te maiolicate, piatti, realizzati rigorosamente con argilla locale e decorati con motivi paesaggistici, stemmi, fiori, animali. Il tutto co­lorato con le tinte tipiche, come il giallo intenso, il verde, l’arancio e il manganese. Secondo documenti storici, la tradizione risale già al 1567. Ma il momento del massimo sviluppo fu il ‘700, quando intere famiglie decisero di dedicarsi a que­st’arte. Fra le più celebri ci fu quel­la dei Giustiniano. Uno dei mem­bri, Nicola, è ricordato per l’esecu­zione di pezzi straordinari, addi­rittura paragonabili alle celebri por­cellane di Capodimonte.

Tutti con il buco

San Lorenzello è nota per i taralli, prodotti già dalla fine dell’Ottocento. I vari biscottifici li fanno seguendo la tradizione, con farina, olio, acqua, lievito, spezie e tanta passione.

 

Sopra: il chiostro secentesco dell’ex Convento Carmelitano. Nella presentazione: un vaso di ceramica fatto in un laboratorio di San Lorenzello, realizzato con argille rosse locali.

Articolo da Borghi d’Italia  Bell’Italia Mensile

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