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La forza curativa del ciliegio


IN GIARDINO    L’ALBERO  La forza curativa del ciliegio

Prunus avium illumina boschi e giardini con la chioma fiorita, aumentando il senso di benessere
di Pia Meda disegni di Massimo Demma Mensile GARDENIA Editoriale Giorgio Mondadori

Negli Healing Gardens, i cosiddetti “giardini di cura”, pensati non solo per chi è in difficoltà, ma realizzati per accrescere il benessere e la sensazione di relax di chi li frequenta, si tende a inserire alberi tipici del paesaggio circostante, e tra questi soprattutto quelli che cambiano aspetto nel corso dell’anno. Sembra infatti che alberi famigliari e “diversi” di stagione in stagione, restituendo l’idea della ciclicità della natura, favoriscano la tranquillità e la distensione. Uno di questi alberi è il ciliegio, o Prunus avium.

Naturalmente si può usare questa specie anche in un giardi­no “normale”, per potenziare l’effetto positivo che uno spazio verde comunque suscita; tanto più che si tratta di una specie capace di emozionare dodici mesi l’anno: da quando, in fiore, annuncia trionfante l’arrivo della primavera a quando, in estate, si riempie di rossi frutti carnosi, per arrivare all’autunno quando le foglie virano al rosso-arancio.

«Nei miei progetti spesso ne inserisco uno», dice l’agronoma e paesaggista Francesca Neonato (info@pnstudio.net). «L’ho mes­so nel giardino dell’ospedale di Mirandola (Modena), sorto per migliorare la qualità di vita dei malati gravi di Alzeihmer, e l’ho inserito nel giardino musicale che ho realizzato per una scuola materna e un asilo nido di Genova. Qui, assieme a elementi ludici che stupiscono per il loro suono, il ciliegio rappresenta un punto di interesse sonoro grazie al canto degli uccelli e al ronzio degli insetti impollinatori che ne visitano la chioma». Inutile dire che se il cilie­gio è destinato a suscitare l’interesse dei bambini, conviene sce­glierlo impalcato sin dal basso perché sia facile arrampicarvisi.

«A me piace come esemplare isolato, ma non proprio al centro del giardino», continua Francesca Neonato. «Spesso scelgo la varietà ‘Piena’ con fiori doppi e sotto ai suoi rami inserisco crochi o narcisi a fiore giallo. Oppure lo accosto a cespugli di Comus alba ‘Elegantissima’ con foglie orlate di bianco, Cornus alba ‘Sibirica’ e Comus sericea ‘Flaviramea’, varietà i cui rami d’inverno si tingono rispettivamente di rosso e di giallo-verde».

Prunus avium

Albero caducifoglio, probabilmente originario dell’area che va dal Caucaso ai Balcani. In Italia è presente allo stato spontaneo nei boschi freschi di latifoglie dalla pianura ai 1.500 m di quota. Appartiene alla famiglia delle Rosacene.
CARATTERISTICHE: alto da 3 a 20 m, ha chioma ampia e regolare, non particolarmente fitta. CORTECCIA: liscia e quasi lucida, si stacca in sottili nastri orizzontali che si arrotolano su se stessi. Se incisa, fuoriesce da tronco e rami una resina scura e mucillagginosa, a protezione dei tessuti offesi. FOGLIE: ovato-acuminate, hanno margine seghettato e due piccole ghiandole rosse alla base della lamina, dove si inserisce il picciolo. Compaiono durante la fioritura. FIORI: bianchi, sono riuniti a gruppi di 5-8 in piccole ombrelle. FRUTTI: drupe lucide e rosse, contenenti un nocciolo legnoso.

Le SUE esigenze con i consigli di GIAMPIERO GAGGERO

ESPOSIZIONE: Prunus avium cresce in tutta Italia, in pianura come in montagna, ma da i migliori risultati nelle zone a clima fresco; è sconsigliato in quelle con primavere fredde e gelate tardive. Va messo in piena luce e in posizione riparata dai venti, dannosi soprattutto agli esemplari giovani.

TEMPERATURA: è specie rustica che nel pieno dell’inverno resiste sino a -15 °C (zona di rusticità 7B), mentre tra fine inverno e inizio primavera temperature di “soli” -4 °C possono compromettere la fruttificazione.

TERRENO: cresce in qualsiasi terreno, purché ben drenato, preferendo comunque quelli parzialmente argillosi misti a poca sabbia.

INNAFFIATURE: nei primi due anni dall’impianto va bagnato nei momenti particolarmente siccitosi, poi si arrangia da solo. Teme invece l’eccesso idrico che, creando un ambiente asfittico a livello radicale, ne rallenta lo sviluppo: in questo caso la pianta cresce poco e mostra un aspetto sofferente.

POTATURE: poiché le Ferite cicatrizzano lentamente, meglio limitarsi alla sola potatura di formazione che si esegue su esemplari giovani con rami ancora sottili.

CONCIMAZIONI: le richiedono esemplari di Prunus avium coltivati isolati, altrimenti sono sufficienti quelle somministrate alle altre piante del giardino. Durante l’inverno o alla fine della stagione si distribuisce sul terreno, precedentemente smosso, in corrispondenza della proiezione della chioma un fertilizzante minerale a lenta cessione.

MESSA A DIMORA: per gli esemplari a radice nudava eseguita durante il riposo vegetativo, tra novembre e febbraio; per quelli in vaso in ogni momento dell’anno. Sul fondo di una buca, sufficientemente ampia da contenere le radici ben distese, si crea con pietrisco uno strato drenante tanto più spesso quanto più ci si trova in zone pianeggianti; sopra a questo si aggiunge terra, un concime organico come letame o cornunghia e poi altra terra in modo che la pianta sporga dal piano di campagna dal colletto in su.

PROPAGAZIONE: il ciliegio viene moltiplicato in vivaio per innesto “a gemma”, tecnica piuttosto impegnativa, da lasciare agli specialisti. Se lo si riproduce per seme si ottiene il “franco”, pianta che può non avere le stesse caratteristiche della pianta-madre.

DOVE SI TROVA
GAGGERO VIVAI: via Casali 72, 16042 Carasco (Genova),
www.gaggerovivai.it
VIVAI BATTISTINI: via Ravennate 1 500, 47023 Martorano di Cesena (Forlì Cesena),
www.battistinivivai.com

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