Cookie Policy Weekend Alicante mare e movida in Costa Blanca - Pataviumonline

Weekend Alicante mare e movida in Costa Blanca

 Alicante mare e movida in Costa Blanca

Spiaggie, discoteche, tapas bar dove trascorrere ore di divertimento al sole o sotto le stelle. Ma anche una città ricca di storia e tradizioni. Da scoprire perdendosi nel barrio  antico e salendo fino al castello di Santa Barbara.

TESTI GIANNA TESTA  FOTO SUSY MEZZANOTTE  da Rivista BELL’EUROPA

In fuga verso sole, spiagge e caldo. Per inaugurare la bella stagione al sapore di mare, con un tocco di cultura, si può puntare al Sud della Spagna: destinazione Alicante. La viva­ce città della Costa Bianca, parte della Comunità Valenciana, non vanta un patrimonio storico-monumentale pari a quel­lo di altre località iberiche, ma è un buon compromesso per godersi giornate al mare, visitare qualche museo e immer­gersi dopo il tramonto nella vita notturna per cui Alicante è famosa e che qui insolitamente inizia con l’apertura po­meridiana delle discoteche. Il tutto a circa due ore di volo da Milano. Grazie alla posizione strategica sul Mediterraneo, Alicante fu terra di conquista di Fenici, Greci, Romani, Visi­goti, Arabi, popolazioni che hanno lasciato tracce nella storia e nell’impianto urbanistico. Certo, in epoca moderna la cor­sa al cemento per soddisfare il crescente sviluppo turistico (diventato la principale voce dell’economia locale) non ha risparmiato Alicante, “graffiata” nel suo skyline da grattacieli e palazzoni anonimi, ma basta addentrarsi nel suo cuore sto­rico per ritrovare edifici nobiliari, vicoli acciottolati e stradi­ne d’antan, che riconciliano l’occhio e lo spirito.

PRIMO GIORNO

Shopping e vita notturna nel barrio

Atterrati nel primo pomeriggio, un approccio iniziale con il carattere alicantino lo si ha sulla calle San Francisco, lunga strada pedonale adornata da grandi installazioni a forma di fungo. È una via sempre frequentata, con una duplice ani­ma: nel primo tratto sono famiglie, bambini e passeggini a vivacizzare lo struscio, mentre nella seconda parte richia­ma giovani e coppie per la presenza di diversi bar di tapas, come El Burlaero, perfetto per assaggiare una tapa e una ama (birra alla spina). Lungo il passeggio, se nella piccola

calle Golfin ci si diverte a leggere stralci di poesie scritti sui muri della case, nella grande piazza Gabriel Mirò, dominata al centro da una fontana, ci si riposa all’ombra di maestosi Ficus benjamina o si fa shopping enologico da Vinart, for­nita enoteca che propone solo vini spagnoli, inclusi quelli derivati dall’uva Monastrell, il vitigno autoctono di Alicante. In questo dedalo di stradine, in cui pulsa la vita serale ali-cantina, spicca il pedonale carrer Castafios: un tempo era la strada dei negozi, ora è zeppa di locali e ristoranti. Come El Suquet de Castanos 16: dove c’era una rivendita di giocat­toli adesso si apre un ristorante molto carino specializzato in cucina tradizionale, dagli arroces (risotti) a una varietà di tapas calde e fredde. Dopo cena, per scatenarsi nei balli o bere un cocktail, rimanendo sulla stessa via sono perfetti La Historia, locale piccolo e sempre affollato allungato su due piani, e Confetti Alicante, discoteca con dj set e musica che spazia dal pop all’elettro, dall’indie al rock. Per chi preferisce chiudere la serata con una birra, una sosta d’obbligo è la Cerveceria Sento: in città ha sei locali, ma il più caratteristi-co è qui nel centro storico: denominato Rambla, è tra i più piccoli e più affollati bar di tapas di Alicante.

SECONDO GIORNO

I gioielli architettonici della città

Si parte di buon’ora alla scoperta della città storica. La prima tappa è il Castillo de Santa Bàrbara in vetta al monte Bena-cantil (166 m), entrambi simboli di Alicante. Il castello, eret­to nel X secolo sotto la dominazione araba e conquistato due secoli dopo dal re spagnolo Alfonso X, è tra i meglio conser­vati dell’epoca medievale in Spagna. Accessibile anche con un ascensore, la fortezza, che fra terrazze, camminamenti e torrette regala una magnifica vista su tutta la città e la costa, ospita il MUSA-Museo di Alicante, in cui si ripercor­re la storia alicantina.

Scendendo dal maniero ed entrando nel nucleo antico, il barrio, e superata la basilica di Santa Ma­ria, costruita sui resti di una moschea araba, si arriva all’atti­guo MACA-Museo d’Arte Contemporanea. Allestita in un palazzo barocco, la collezione comprende opere di Picasso, Mirò, Chagall, Giacometti e altri grandi nomi del Novecento. Pochi passi ed ecco l’Ayuntamiento, il Municipio, edificio barocco con due torri gemelle alte 35 metri, che all’interno conserva sale di rappresentanza e resti archeologici della cit­tà medievale, e la Concattedrale di San Nicola, sormontata da una cupola azzurra alta 45 metri; eretta in stile barocco all’inizio del XVII secolo, racchiude un chiostro rinascimen­tale.

Dietro la chiesa, si pranza alla Taberna San Pascimi con prosciutto iberico, datteri con bacon, tapas e pollo im­panato. Oltrepassando la vicina Rambla de Méndez Nùnez, che fa un po’ da confine tra il centro antico e la città più nuova, è interessante il curioso Museu de Fogueres, tutto dedicato alla festa più popolare della città: i Fogueres de Sant Joan, ossia i falò di San Giovanni. Ogni anno dal 20 al 24 giu­gno vengono allestite nelle strade e nelle piazze gigantesche costruzioni in cartapesta e legno, alte fino a 20-30 metri, che poi vengono bruciate nella notte del 24 giugno per la festa di San Giovanni. Nel museo sono esposti, oltre a costumi, foto e documenti che ricostruiscono la storia della festa, anche i M-nots Indù/tote, le sculture che ogni anno vengono risparmiate dai falò, scelte dal voto popolare.

Dopo una puntata nello storico negozio Turrones Teclo per acquistare il torrone tipico di Alicante, declinato in 13 varie­tà, è immancabile una passeggiata sull’Explanada d’Espanya, il lungomare bordato da palme con una pavimentazione a mosaico formata da 6.600.000 tessere di marmo tricolore che creano un suggestivo effetto ottico a onda. Sul paseo si affac­cia Casa Carbonell, edificio privato del 1925 in stile moder­nista valenciano, tra i più fotografati della città. Alla sera si torna nel centro storico per cenare al Nou Manolin, conside­rato uno dei migliori bar di tapas di tutta la Spagna, poi si va al Teatre Day & Night per bere un drink e fare quattro salti sotto scenografici lampadari a boccia che cambiano colore a ritmo di musica.

ULTIMO GIORNO

Da una spiaggia all’altra

La domenica è dedicata al relax sugli arenili dorati di cui Ali­cante va fiera (secondo i locali la città vanta 330 giorni di sole all’anno). La spiaggia urbana è Postiguet, accanto alla marina e con vista sul castello, mentre più in là si distende quella di Almadraba, 750 metri di sabbia fine da cui ammirare la città e assistere a fantastici tramonti. Superato il Gap de l’Horta, si arriva alla Playa de San Juan (a circa 4,5 chilometri dal cen­tro): premiata con la Bandiera Blu, offre un arenile sabbioso lungo tre chilometri. Qui, nel centro Aloha Sport San Juan si affittano tavole da surf, stand uppaddle, windsurf, kayak e si tengono corsi a tema, mentre all’Alohers Coffee Surf la pau­sa pranzo è a base di insalate e hamburger da gustare in un’at­mosfera informale. Di sera, per concludere il soggiorno con una cena gourmet, si raggiunge il ristorante Dàrsena: posizio­ne scenografica nella marina turistica e una carta di pescato fresco.

Infine, non può mancare una puntata da Marmarela, grande discoteca sul porto, suddivisa in vari ambienti, tutti all’aperto, con arredi di design contemporaneo e buona mu­sica. Dopo la lunga notte alicantina, il lunedì mattina si può dormire qualche ora in più prima di andare in aeroporto in tarda mattinata, per imbarcarsi sul volo di rientro.

Follow me!

Translate »
PAGE TOP