Da Venezia a Ravenna Un territorio da vivere

Da Venezia a Ravenna Un territorio da vivere

Tra Venezia e il Parco Naturale del Delta del Po: un itinerario d’acqua, di spiaggie, di sole e capolavori artistici, per una vacanza all’insegna del relax, del divertimento e del gusto

Articolo di Lorenza Pilloni  da  ISA HOLIDAYS MAGAZINE

#Un_territorio_da_vivere

Oro che splende di luce come l’ar­chitettura e i mosaici bizantini di Venezia e Ravenna. Azzurri e ver­di rarefatti come quelli di una terra che diventa   fiume,  laguna  e   mare.   Bianco come le ville palladiane disseminate lungo il naviglio del Brenta ed il Po.

O come le saline, elemento imprescindibile del Delta. Rosa come i fenicotteri che si alzano in volo tingendo il paesaggio. E poi giallo, come il  sole che domina incontrastato sulla regione durante tutta l’estate. Oppure ocra, come le spiagge invitanti ed accoglienti che bordano tutta la costa.

Sono questi i colori che fanno vibrare di emozioni una terra che non ha eguali in Eu­ropa, sorta lungo i passi dei pellegrini me­dievali, e prima ancora delle legioni romane, lungo un triangolo geografico ideale che ha come vertici la magica Venezia, la magnifi­cente Ferrara e la scintillante Ravenna , ma che incontra lungo i suoi lati i capolavori ar­tistici di Padova, Verona e della Riviera del Brenta, la poesia del Delta del Po – la Ca­margue italiana – e tante, piccole gemme dal sapore unico, tutte da scoprire.

A ritmo lento, quello della vacanza e del be­nessere. Magari a cavallo, in barca lungo fiu­mi magniloquenti, o in bicicletta. A piccole tappe, per meglio gustare il paesaggio, sen­za perdere l’occasione di assaporare le mil­le specialità enogastronomiche del territorio veneto, ma anche Emilia Romagna, terra e mare assieme, una fusione di gusti e sapori, aromi e profumi. Del tutto unica. Del tutto in­dimenticabile.

Villa Pisani Stra Venezia Basilica San Marco Venezia

#Da_Venezia_a_Ravenna

La culla dell’arte

Lungo il triangolo ideale che congiunge Venezia a Verona e Ravenna duemila anni di storia si raccontano attraverso alcuni tra i maggiori capolavori dell’arte italiana

Un mondo nel mondo

Venezia, innanzitutto. Dalle sue rive partirono i grandi esploratori e navi­gatori, sulle sue rive giunsero gli echi di mondi lontani, anno dopo anno, secolo dopo secolo, trasformandola in Venezia la Serenissima. Calli, campielli, ponti e cana­li, magnifici palazzi, chiese ineguagliabili ed eccezionali musei straripanti di capolavori, raccontano la sua storia che si dipana da Bisanzio al Rinascimento, alla contemporanei­tà, rendendola unica al mondo.

Un mondo nel mondo. Magica, poetica. Affascinante, carismatica. Decadente e prospera al tempo stesso. Da scoprire anche al di fuori dei soliti itinerari, tra bàcari e rive, antiche manifat­ture e modernissime gallerie d’arte, eventi culturali e shopping d’elite.

Accanto Chioggia, sua sorella minore, si offre al mare attraverso una caratteristica struttura a lisca di pesce ed un dedalo di ca­nali e tipiche calli. Qui arte, folclore e tradi­zioni popolari si fondono mirabilmente con la natura. Tra paesaggio fluviale e lagunare, tra riserva naturale di macchia mediterra­nea e terreni coltivati a prodotti tìpici, è in primo luogo una vivace città marinara, dove perdersi a vagabondare nel suo coloratissimo mercato del pesce, tra le sue tante chiese, spingendosi fino ai margini della laguna.

Verso l’entroterra

Da lì è il fiume Brenta a condurre verso l’entroterra, dallo sfarzo di Bisanzio all’eleganza senza tempo delle Ville della Riviera. Richiamata da Dante nella Divina Commedia; frequentata da Casanova, Galileo, Byron e d’Annunzio; dipinta dal Tiepolo e dal Canaletto; decantata da Goethe e da Goldoni, la Riviera del Brenta è un susseguirsi di opere magistrali di illu­stri architetti come Andrea Palladio e Andrea Scamoz­zi, adorne di parchi e labirinti, cicli pittorici e sofisticati saloni da ballo.

Fino a Padova, i burchielli scivolano lungo acque placide, specchio languido di nobili dimore. Giotto aspetta, paziente, il loro arrivo. Fu proprio lui, nei primi anni del Trecento, ad inaugurare una stagione straordinaria per la pittura narrativa e monumentale. Oggi Padova conserva un ineguagliabile patrimonio di “pareti narranti”, grandi cicli affrescati, che impreziosi­scono edifici sacri e profani, pubblici e privati. Guariento e Mantegna, Tiziano e Giusto De’ Menabuoi hanno la­sciato la propria impronta. Indelebile.

La patria dei colli, del vino e dei borghi

Attorno le colline sono corone di perle. Perle verdi, smeraldo e giada, i A.colli Trevisani e Euganei sorgono, quasi come un arcipelago, dalla pianura padano-veneta, pochi chilometri a sud ovest di Padova. Di colle in colle, lungo la Strada dei Vini, il paesaggio è un susseguirsi di perfette geometrie di vigneti, di borghi e castelli me­dioevali, di ville rinascimentali e dimore pa­trizie, di chiese, dì monasteri ed eremi; luoghi prediletti di personaggi illustri e poeti.

Come Petrarca che fece di Arquà la sua casa. Oasi di pace, arte e natura nel cuore del Veneto, fa parte dei Borghi più Belli d’Italia. Così come Asolo, poco più in là. Definita la “città dei cento orizzonti” offre scorci roman­tici e panorami sempre diversi. Nel nome contiene già tutta la sua essenza di asylum, rifugio, oasi creativa. Piccola e magnifica, “rara città di case che parlano” (Manlio Brusatin), ospitò Eleonora Duse, che qui si ritirò, lasciate le scene.

Oltre a Caterina Cornaro, regina di Cipro, che vi fece erigere il proprio castello. A Treviso, suo capoluogo dai caratteristici canali dove l’acqua scorre tranquilla, tra splendide case affrescate, portici e monu­menti antichi, si ritrova il fascino della città di provincia, straordinario connubio di pae­saggi, arte, storia, bellezze naturali, ospitalità e buona tavola. Il suo territorio offre scenari mutevoli: dall’armonia della pianura ai rilievi delle Prealpi, dalle morbide colline del Prosecco ai boschi del Montello e del Cansiglio, attraverso città grandi e piccole, che rendono il territorio della Marca “Gioiosa et Amorosa” un mosaico di bellezze tutte da scoprire.

I capolavori dell’arte bizantina e romanica

E ora la strada Romea a ricondurre verso Chioggia, la costa, il Delta del Po. Cattedrali, parrocchiali, palazzi e ville si susseguono, fino a Pomposa, con la sua grande Abbazia, capolavoro dell’arte romanica e bizantina, splendente di affreschi trecenteschi e mosaici pavimentali. Il medioevo ha lasciato ovunque la sua impronta. Anche Ferrara, l’armoniosa, ne porta i segni nell’affascinante via delle Volte.

“Donna del Po” la definì Torquato Tasso: magnifica capitale del Rinascimento e Patrimonio Mondiale Unesco, è una città di magiche atmo­sfere, da respirare nei chiostri delle chiese e degli antichi monasteri, da vivere passeggiando per le sue strade, andando in bicicletta lungo le sue mura intatte, sfiorando il Castello Estense e la splendida Cattedrale, armoniosa fusione di gotico e romanico. Fra eleganti negozi e vivaci caffè e winebar. Vicino il Palazzo Schifanoia, antica resi­denza di delizie, ospita uno dei cicli pittorici più celebri del Quattrocento.

Ma anche il Po, infine, giunge al mare che, di nuovo, guarda a Oriente. Un filo ideale fatto d’acqua e conquiste conduce a Ravenna, la splendente, incastonata con i suoi mosaici in una cornice di verde. Tre volte capitale – dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa – ha otto monumenti Patrimonio dell’UNESCO ed è oggi uno scrigno di architetture, d’arte tardoantica e altomedievale di eccellentissimo livello. Un susseguirsi di mosaici ineguagliabili e straordinarie vestigia. Attorno alberi da frutto, valli e canali fiancheggiati da caratteristiche reti da pesca, spiagge sabbiose e attrezzate, pinete secolari. Di nuovo il mare, invitante.

#Meravigliosa_Camargue_in_terra_italiana

II Po, il dolce Gigante

Con i suoi ambienti variegati, le 370 specie d’uccelli che qui nidificano e la sua straordinaria flora, il Parco Naturale del Delta del Po è un autentico ed emozionante tesoro tutto da scoprire

Sono l’alba, oppure il tramonto, i momenti migliori per andare alla scoperta del Delta del Po, il “dolce gigante”, il fiume più lungo d’Italia che, dopo aver attraversato 650 chilometri di pianura Padana, lotta per incontrare, finalmente, il mare.

Un’area di straordinario interesse naturalistico, storico e geologico formata da ben sette rami del fiume che, ven­taglio aperto sul mare, formano un’area lussureggiante, ricca di ambienti diversi con ciascuno una propria flora ed una propria fauna. Cangianti, mutevoli, di stagione in stagione. Sempre incantevoli. Tra le valli, i canali, gli acquitrini e le pinete l’impressione è quella di perdersi in un labirinto naturale in cui è incredibile poter indugiare e vivere a ritmo lento. Il ritmo della natura.

Una terra incantata, riconosciuta dall’Unesco Sito Patrimonio dell’Umanità

Al sorgere o al calar del sole ogni piega del ter­ritorio si accende di colori caldi e vibra di emozionante luce.

È allora che le 370 specie di uccelli che popolano l’area ne approfittano per alzarsi in volo alla ricerca di cibo. I fenicotteri tingono di rosa il paesaggio, tra i canneti si apposta il Martin Pescatore. Sugli scanni gabbiani e sternidi fanno riposare le ali godendosi la brezza che sa di Adriatico. Le beccacce di mare, scomparse dal resto d’Italia, approfittano dei banchi di sabbia, o delle conche bordate di conchiglie, per costruire i loro nidi. Sulle ninfee i mignattini piombati nutrono i loro piccoli. Simpatici rospi verdi fanno capolino negli specchi d’acqua dolce. I cavalli corrono lungo la spiaggia.

Ogni attimo è un invito a scoprire la dolcezza del paesaggio, l’accoglienza calda e ruvida dei casoni, l’emozione dei ponti di barche, i vasti orizzonti, le attività nelle valli, nelle lagune e negli orti, fino al fascino della foce e degli estremi scanni. In questa immensa riserva naturale, non mancano gioielli architettonici e centri archeologici come quelli di Adria e di S. Basilio di Ariano Polesine sulla sinistra Po, o misteriose e romantiche mete come Comacchio sulla sua riva ferrare­se, ma la grande emozione è data dall’inestimabile valore naturalistico di un ambiente di straordinaria ed insolita bel­lezza, dichiarato Sito Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

#Escursioni_e_natura

Parola d’ordine: Slow  – itinerario

Canali tra i canneti da esplorare in ca­noa o moderne strade d’acqua da per­correre in battello. Strade sinuose e prive di traffico dove vagabondare in biciclet­ta, percorsi sterrati in mezzo alla natura per­fetti per la mountain bike e spiagge selvagge dove andare a cavallo. È un piccolo paradiso il Parco del Delta del Po, di quelli che oggi, in Europa, si contano sulle dita di una sola mano.

Lungo la riva sinistra del grande fiume, da Melara a Papozze, si snoda un itinerario ricco di suggestioni ambientali. A Caleri, ad esempio, un Giardino Botanico di circa 24 ettari consente di osservare l’evoluzione dell’ambiente tra mare, dune e laguna. Per il birdwatching l’ideale è Ca’ Pisani, men­tre Scano Boa, raggiungibile solo in barca, è un luogo “simbolo” del Delta del Po, dov’è possibile vedere le vecchie case dei pescatori interamente costruite in canna palustre. La pesca si pratica dappertutto: nelle valli, nelle lagune, nelle sacche, nei rami del fiume. Vi si trovano carpe, tinche, lucci e anche cefa­li, orate e branzini.

Ma il Delta non è solo natura. In quest’im­mensa oasi ambientale sono incastonati gio­ielli architettonici e centri archeologici come quelli di Adria o di S. Basilio di Ariano Pole­sine, l’imponente villa con corte rurale di Ca’ Vendramin ed il Museo Regionale della Boni­fica. In territorio ferrarese, sulla riva destra del grande fiume, si celano altre meraviglie come la cittadina lagunare di Comacchio o il cinquecentesco Castello della Mesola. Ovunque i mille colori sempre diversi di una flora rigogliosa, che muta al passo con le stagioni.

Verso la Strada del Prosecco itinerario

Sulle colline della Marca Trevigiana, storia e paesaggio legati dalla filosofia del benessere e del buon vivere

Se dopo essere stati strabiliati da Vene­zia, incantati da Chioggia o ammaliati da Ferrara o Ravenna, si sente il desi­derio di procedere verso rotte meno battute, è verso Treviso che conduce questo piacevole itinerario del buon bere e del gusto, verso i colli dell’Altamarca Trevigiana.

È da lì che parte la Strada del Prosecco che si snoda sinuosa lungo la fascia collinare ai piedi delle Prealpi Trevigiane, da Conegliano e Pollina si estende fino a Valdobbiadene e Asolo. Un’area preziosa e profumata di viti rinoma­te in tutto il mondo, dalle quali prendono vita e forza alcuni tra i più rinomati vini italia­ni: il Prosecco, prima di tutto, ma anche il Cartizze Docg, il Refrontolo Passito Doc, il Torchiato di Fregona Doc, il Colli di Co­negliano Doc bianco e rosso ed il Verdiso.

Partendo dalla bella Conegliano, la Strada del Prosecco attraversa la località di Rua di Feletto con il monastero camaldolese di S. Maria Assunta, passa per S. Pietro di Felet­to con l’antica Pieve medievale affrescata. Arriva poi a Refrontolo e Solighetto prima di arrivare a Valdobbiadene, patria del Prosec­co DOCG. Incontra poi il Castello di Cison di Valmarino ed i laghi di Revine con una straordinaria ricostruzione di un villaggio su pa­lafitte: il Livelet.

Da qui il passo è breve per raggiungere la foresta del Cansiglio, dimora di racconti e magie, il paese affrescato di Sarmede e, ai suoi piedi, la splendida cittadina di Vittorio Veneto.Un territorio fatto di colline e di sapori, di specialità da degustare nelle tan­te osterie tipiche, ma anche di piccoli gioielli architettonici, ville aristocratiche, monumen­ti, chiese ed abbazie come quella cistercense di Pollina. Da sola vale un viaggio.

#Tempo_libero

Un fitto calendario di rievocazioni storiche, eventi enogastronomici e sportivi, kermesse teatrali e musicali, rendono la lunga estate dell’area compresa tra Venezia, Verona e Ravenna una delle più interessanti del nord Italia

Si susseguono a ritmo serrato dall’inizio della primave­ra alla tarda estate gli eventi che trasformano l’area tra Veneto ed Emilia Romagna in una delle più “calde” dal punto di vista culturale ed enogastronomico.

Se l’eco del Festival Lirico dell’Arena di Verona o della Festa del Redentore a Venezia, giunge facilmente in ogni parte d’Eu­ropa anche senza bisogno di troppa propaganda, forse non tutti sanno che l’intera regione è tutto un fremere di attività.

A Chioggia la Festa del Pesce invade il bel centro storico di profumi e voglia di festa. I piccoli paesi del Delta fanno a gara nell’organizzare fiere e sagre in cui è l’enogastronomia a fare da padrona. Ferrara vibra tra le note del prestigioso Ferrara Musica, ma si apre anche alle grandi mostre, in attesa del divertente Buskers Festival di fine agosto.

Anche il Ravenna Festival è un punto di riferimento dell’estate musicale di livel­lo internazionale, al quale fa eco il Venezia Jazz, con ospiti di grandissimo livello. La sera, ovunque, è divertimento.

 

 

 

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