Valle del Diavolo un soffio di Toscana

Idee per un weekend | Valle del Diavolo

Un soffio di Toscana

Un territorio che, ancora oggi, brucia, gorgoglia e sbuffa, racchiudendo in sé tutto il fascino misterioso che ispirò anche Dante per la sua descrizione dell’inferno. Uno spettacolo di tetra bellezza per completare un’incantevole vacanza alla scoperta dei borghi toscani

Articolo da Mensile CAMPER LIFE

Colonne di vapori bianchi che si alzano dal terreno, acqua che ribolle e un panorama suggestivo che ricorda la superficie lunare. Questo è la Valle del Diavolo dove, per la prima volta in tutto il mondo, si è iniziato a sfruttare l’ener­gia geotermica, ovvero il calore che fuoriesce dalla terra, per produrre elettricità.

Un luogo spettrale che, si racconta, ha ispirato anche Dante Alighieri nella sua rappresentazione dell’Inferno nella “Divina Comme­dia”. Una meta fuori dalle comuni rotte della Toscana più turistica, perfetta per completare un viaggio in questa ricca terra che, oltre alle altre numerose bellezze, ospita in pro­vincia di Pisa itinerari ed escursioni guidate alla scoperta delle bellezze e del fascino del sottosuolo.

LE MERAVIGLIE DELLA GEOTERMIA

La Valle del Diavolo racchiude di­verse frazioni, tra cui Montecerboli, prima tappa consigliata se si provie­ne da Volterra, il cui nome richiama subito Cerbero, il guardiano dell’A­de. In questo paesino, oltre a poter visitare il centro storico medievale, è possibile osservare la presenza di soffioni boraciferi, fenomeni vulcanici che emettono dal sottosuolo gas e vapori.

La sua posizione strategica, che domina l’intera vallata, è un ottimo punto di osservazione sul panorama industriale sottostante incastonato in un contesto naturale superbo. Da qui è possibile scorgere Larderello, vero fiore all’occhiello di questo territorio “infernale”. Il comu­ne, sempre nella frazione di Pomarance, è stato ribattezzato in onore di Francois Jacques de Larderei, un ingegnere francese che nel corso del 1800 promosse lo sfruttamento industriale dei soffioni boraciferi presenti nella zona, perfezionando così il metodo di estrazione dell’a­cido borico.

Con il tempo questo territorio, disseminato di spaccature naturali e artificiali dalle quali fuorie­scono in un “soffio” dei fluidi le cui emissioni possono raggiungere una temperatura di 130-160°C, divenne la prima esperienza al mondo di sfruttamento dell’energia geotermica per la produzione di energia elettrica.

È qui che nel 1904 il Principe Piero Ginori Conti effettuò il primo esperimento al mondo per l’ottenimento di energia elettrica prodotta col calore del sottosuolo: si accesero cinque lampadine. Oggi il paesino è di proprietà dell’Enel e proprio qui si produce il 10% dell’energia geoter­mica mondiale. Purtroppo non sono molti i soffioni naturali visibili, poiché sono stati quasi tutti ingabbiati per la produzione di energia, ma è qui che viene attivato il cosiddetto foro, un enorme soffione aperto appositamente per i turisti che ogni giorno visitano questi paesaggi mozzafiato.

GEYSER E SOFFIONI AL MUSEO 

A Larderello si trova anche il Museo della Geotermia, allestito a piano terra del Palazzo de’ Larderei, testimonianza di questa esperienza unica al mondo. Fondato alla fine degli anni Cinquanta il museo riper­corre la storia dell’energia geoter­mica in tutti i suoi aspetti: la ricerca, la perforazione, i sistemi di utilizza­zione del fluido geotermico per la produzione di energia, ricorrendo all’ausilio di attrezzature originali e di plastici.

Un percorso che, par­tendo dagli utilizzi della risorsa nel periodo etrusco e medievale, porta allo sviluppo industriale e alla sfida odierna delle energie alternative. A ingresso gratuito, è un museo fortemente multimediale particolar­mente adatto per comprendere il fenomeno geotermico e i suoi svi­luppi industriali. Un ottimo punto di partenza e una buona introduzione alla visita di questo territorio.

Prima di dirigere il camper alla scoperta di altri geyser e soffioni è bene fare tappa a Pomarance, sulla direttri­ce che da Volterra porta a Massa Marittima e al mare, tra le colline verdeggianti solcate dal fiume Ceci­na. Il suo centro racchiude tutto il fascino di un piccolo borgo medie­vale e, passeggiando tra le strette stradine, le piazze e le piazzette, si respira l’aria dei tempi passati, lontani dal traffico e dal caos.

La chiesa Parrocchiale impreziosita dai dipinti di Cristofano Roncalli, pittore-architetto al quale la cittadina ha dato i natali, la Piazza della Pretura e i bei palazzi ottocenteschi di Via Roncalli tra i quali emerge Casa Bicocchi, residenza borghese del XIX sec, meritano sicuramen­te una tappa. Da qui è possibile raggiungere anche la Rocca Sillana, significativo esempio di architettura militare recentemente ristrutturata e illuminata, che domina gran parte del territorio di boschi e foreste di notevole importanza ambientale e paesaggistica.

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