DIVING COSTA DEGLI ETRUSCHI

DIVING

Novanta chilometri di costa e numerosi spot di grande fascino, il clima mite, la facilità di accesso e la presenza di diving centers offrono a tutti, nella Costa degli Etruschi, la possibilità di praticare immersioni anche in periodi in cui risulta più difficile dedicarsi a questo sport.

La possibilità di ammirare fondali ricchi di flora e fauna anchea profondità accessibili ai meno esperti, la presenza di peculiarità naturalistiche ed archeologiche insospettate ed una organizzazione alberghiera e di servizi capace di rispondere alle esigenze dei subacquei, completano
il quadro di una meta ideale per la pratica del diving. Una terra ricca di borghi medievali, una natura incontaminata, il fascino della Toscana ed una gastronomia di prim’ordine consentono anche agli accompagnatori non praticanti la possibilità di un soggiorno da sogno.
Di seguito vengono fornite le descrizioni dei principali spot presenti sul territorio così come un elenco di strutture ricettive particolarmente adatte ad accogliere i subacquei. E’ inoltre possibile acquistare pacchetti vacanza completi e personalizzati utilizzando i servizi offerti dalle Agenzie di prenotazione.

 

La grotta del Boccale ANTIGNANO – LIVORNO

E’ un’immersione molto bella e varia. Il mare è ricco di vita, con una parete che nasconde la grotta che ha la base a 24 metri, ed una seconda che arriva a 39 metri. L’ingresso della grotta alla base della parete è molto ampio, dopodiché si restringe ed ha la sua uscita a 17 metri. All’interno due cavità cieche di poco interesse. Si può ammirare il soffitto, la cui particolarità è quello di essere tappezzata dal corallo che cresce sulla roccia nuda. Non rara qualche murena, saraghi fasciati e dentici.
Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la prfondita, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza. L’immersione diventa impegnativa con visibilità ridotta.
PERCORSO:
Si parte dalla riva davanti allo scivolo e si naviga con 220° per circa 250 metri. La profondità per tutto il tragitto si mantiene sui 12/13 metri fino a che, a 16 metri, dopo una specie di piccolo dosso inizia la parete che ha la sua base a 24 metri. Proseguendo verso il largo per circa una trentina di metri troviamo il ciglio presso­ché verticale fino a 39 metri.
Teniamo la Parete a destra e proseguendo il fondo risale fino a 24 metri. A circa 2/3 della scorta d’aria facciamo ritorno alla prima parete.
Sulla base a 24 metri si trova l’ingresso della grotta con l’uscita a 17 metri. Dal punto di uscita facciamo rotta per 40° e rientriamo a riva fra ciottoli e posidonia.

  • INTERESSE: NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: CIOTTOLI, ROCCIA, PARETE,
  • GROTTA CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.15 – MAX.39
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA, CON DIVING
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

La grotta del grongo CALAFURIA – LIVORNO

Questa grotta prende il nome da un grosso grongo che fa da “guar­diano” nei pressi dell’uscita. Al suo interno la volta è tappezzata da corallo rosso (molto delicato), mentre sul fondo fangoso sono pre­senti numerosi ceriantus (membranacetus). La grotta ha l’ingresso a – 24 mt e l’uscita a -18 mt con una lunghezza di circa 20 metri. La parte sovrastante la grotta, anche questa interessante, può riservare belle sorprese quali dentici, ricciole e barracuda. Si consiglia di utilizzare i diving, sia per la notevole distanza da terra, sia per essere sicuri di trovare l’imboccatura della grotta.
PERCORSO:
Si parte dalla riva alla base della scogliera sul fianco nord del ponte pinneggiando in superficie. All’uscita del golfetto proprio sulla punta del lato destro guardando il mare, impostiamo la nostra rotta per 270°. Si pinneggia per circa 20 minuti. Il fondo si mantiene quasi costantemente a -12 per gran parte del percorso per poi arrivare a -16 dove inizia il salto del ciglio. Se abbiamo mantenuto la rotta proprio di fronte sulla batimetria dei -24 metri, troviamo l’ingresso della grotta. Siamo a circa 6 metri sotto alla sommità del ciglio. Qualora non volessimo entrare possiamo decidere di proseguire risalendo sulla sommità del ciglio. Non ci attarderemo molto in quanto conviene fare ritorno a riva da sott’acqua. Imposteremo la nostra rotta per 60° ( V. note) e arriveremo sotto la base della scogliera più o meno all’altezza del bar, pas­sando su un fondo misto (sabbia, roccia, ciottoli) ed incontrando numerose specie di spugne, nudibranchi, anemoni e stelle marine.
Una volta arrivati alla parete costiera, tenendola sul fianco sinistro si prosegue fino a che ci si trova all’imboccatura del golfetto, esattamente sotto il punto dove abbia­mo impostato la rotta inziale per 270°. Giriamo quindi a sinistra e rientriamo. Dosando bene le energie questa immersione può durante anche oltre i 60 minuti.

  • INTERESSE: NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: GHIAIA, SCOGLI
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.18 – MAX.25
  • TEMPERATURA ESTIVA: 22°
  • TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA ANCHE SE CONSIGLIATO CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:
La scelta di puntare dritti verso riva anziché per la rotta reciproca è consi­gliata, in quanto oltre a permettere di vedere la parete sotto la torre, impedisce che per errore di calcolo si salti l’imboccatura del golfetto incontrando il lato sud.
In questo caso, se non ci si accorge dell’errore, dovremo fare una lunga e scomoda pinneggiata in superficie per rientrare.

La rete CALAFURIA – LIVORNO

L’immersione classica a Calafuria. Conosciuta dai vecchi subacquei come “Immersione alla rete” a causa di pezzi di rete a strascico lasciate da qualche peschereccio tra le rocce. Immersione caratte­rizzata dalla presenza di molto corallo e numerose aragoste anche se di piccole dimensioni. Con un po’ di fortuna ed immergendosi alle prime ore della mattinata, non è difficile incontrare qualche dentice ed altri predatori. Da qualche tempo è possibile incontrare i barra­cuda del mediterraneo, più piccoli dei cugini tropicali, ma altrettanto belli da vedere. Sempre generosa la presenza di spugne, anemoni e spirografi. Degno di nota lo scenario complessivo molto suggestivo che si presenta al raggiungimento della base della parete, con numerosi anfratti ed i pezzi di rete ormai completamente inglobati nell’ecosistema.
Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la pro­fondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza.
PERCORSO:
Si parte dalla riva alla base della scogliera sul fianco nord del ponte pinneggiando in superficie. Usciti dal golfetto si prosegue verso il largo girando leggermente a destra fino ad allinearsi con il terzo pilone del ponte, visibile dal mare attraverso la “V” rica­vata dalla forma della scogliera.
Dopo circa 60 mt, sempre nuotando verso il largo in linea con la V ed il III pilastro, volgendo lo sguardo verso sinistra (spalle al mare) si comincia a vedere il castello del Boccale. Nel punto in cui è visibile la terza finestra ha inizio la discesa (V. note). Ci si troverà così, una volta sul fondo, ad una profondità di circa 28 metri ed a metà del costone del ciglio che inizia intorno ai 20 metri e che continua degradando fino a 39 metri. Seguendo il percorso suggerito nella mappa, si incontrano numerosi anfratti e grotte ed i famosi pezzi di rete. In qualsiasi momento, a seconda del tempo e dell’a­ria di cui si dispone, si può risalire sulla sommità del ciglio e, puntando la bussola a 60°, si raggiunge la costa, dopo aver attraversato la l’area di ciottoli e ghiaia. A que­sto punto si incontra la parete, tenendola sulla sinistra, si fa rientro al punto di par­tenza costeggiandola o risalendo all’interno del golfetto.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: GHIAIA, PARETE ROCCIOSA, FANGO
  • CORRENTE: LEGGERA/MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.14 – MAX.39
  • TEMPERATURA ESTIVA: 22° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA, CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:
Se si decide di iniziare prima la discesa, fortemente consigliata in caso di corrente, ci troveremo nell’area di ghiaia e ciottoli che precede il ciglio. Ci troviamo comunque sulla stessa linea del percorso ad una profondità fra i 14 ed i 20 metri. Dovremo quindi navigare utilizzando la bussola con rotta per 240° fino all’inizio del ciglio.

Il ciglio di sx per 210 CALAFURIA – LIVORNO

Altra immersione da definire “classica” a Calafuria. Conosciuta come “immersione per 210”. Il suo nome è dato dai gradi della bussola che indica la direzione (210°) da prendere per incontrare il lato esterno della cigliata a sinistra del golfo. E’ un’immersione molto bella da fare in notturna. La flora e fauna sono tipiche della zona con la possibili­tà di vedere, nella parte fonda, bellissimi “rami” di gorgonia rossa (paramuricea). Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quan­to, data la profondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza.

PERCORSO:

Si parte da riva come per la n° 2 e nuotando diagonalmente si attraversa il golfetto di Calafuria. Appena fuori dal golfo si può iniziare la discesa su un fondale di circa 7 metri. Un grande scoglio con un anello ci indica il punto dove impostare la rotta per 210°. Iniziando a pinneggiare attraverseremo scendendo dolcemente una zona caratterizzata da scogli, ciottoli ed una prateria di posidonia. Dopo un centinaio di metri pinneggiando fra i 14 ed 19 metri ci troveremo all’inizio del ciglio che repentinamente scende fino ai 37 metri. Procedendo a questo punto con la parete a sinistra, potremo descrivere una sorta di U seguendo il contorno della cigliata fino a tornare indietro sempre con la parete a sinistra. Avremo come indicazione un gradone molto ampio a 25 metri ma se avremo aria e tempo a disposizione possiamo continuare a disegnare la nostra U stando intorno ai 30 metri di profondità. Proseguendo ci accorgeremo di rimontare sul piano chiara­mente spostati sulla destra del golfo (spalle al mare). Quando la profondità decresce fino al massimo di 12 metri (V. note), se non riconosceremo la strada fatta all’anda­ta, imposteremo la nostra rotta per 30° e sulla batimetria di 7,5 metri ritroveremo lo scoglio con l’anello. Potremo così decidere di riemergere o (consigliato) continuare sott’acqua fino a riva tagliando il golfetto ancora una volta.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: GHIAIA, PARETE ROCCIOSA, FANGO
  • CORRENTE: LEGGERA/MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA PROFONDITÀ: MIN.14 – MAX.37
  • TEMPERATURA ESTIVA: 22° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA, CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:
12 metri è la profondità limite per impostare la rotta per 30°. Farlo ad una profondità mino­re, vorrebbe dire riemergere di fronte alla scogliera senza imboccare il golfo e questo costerebbe della fatica in più.

 

I due canyon A CALAFURIA – LIVORNO

E’ un’ immersione molto bella, di valore anche didattico per la navi­gazione strumentale. La flora e la fauna sono tipiche della zona, con la possibilità di vedere bellissimi “rami” di gorgonia rossa (paramuricea clavata), gorgonie gialle e del genere leptogorgia. Una occhiata verso il blu, in quanto può essere avvistato qualche pesce di passo.
Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la pro­fondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza.

PERCORSO:
Si parte da riva dall’angolo del ponte (lato torre) impostando la rotta per 200 gradi e lo scenario che si presenta, una volta usciti dal golfetto, è caratterizzato da un fon­dale che passa da ciottoloso a roccioso con una bella prateria di posidonia. Dopo una decina di minuti di pinneggiata ci si trova fra i 17 ed i 22 metri dove ha ini­zio il ciglio. Proseguendo la discesa fino a 28 metri si procede per il canyon di destra. Occorre lasciare la parete puntando per 270°.
Durante la traversata si incontra uno scoglio isolato ricco di gorgonie e lasciandolo a sinistra si troverà la spaccatura ad una profondità di circa 34 mt. Impostando poi la rotta per 30° si farà ritorno al golfetto.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: GHIAIA, POSIDONIA, PARETE ROCCIOSA
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.20 – MAX.33
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA, CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:

E’ sempre consigliato, almeno di avere buona conoscenza del fondale, puntate decisamente verso uno dei due lati del golfetto. Si potrà così decidere con un maggior margine di sicurezza verso quale direzione procedere.

I due canyon B CALAFURIA – LIVORNO

E’ un immersione molto bella dal sapore anche didattico per la navi­gazione strumentale.
La flora e la fauna sono tipiche della zona con la possibilità di vede­re bellissimi “rami” di gorgonia rossa (paramuricea clavata), gorgo-nie gialle e del genere leptogorgia. Una occhiata verso il blu in quan­to a volte può essere visto qualche pesce di passo. Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la pro­fondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza.
PERCORSO:
Si parte da riva dall’angolo del ponte (lato torre) impostando la rotta per 200 gradi e lo scenario che si presenta, una volta usciti dal golfetto, è caratterizzato da un fon­dale che passa da ciottoloso a roccioso con una bella prateria di posidonia. Dopo una decina di minuti di pinneggiata ci si trova fra i 17 ed i 22 metri dove ha ini­zio il ciglio. Proseguendo la discesa fino a 28 metri optiamo per quello di sinistra. Si troverà la spaccatura su un fondo sabbioso a circa 30 metri che continuerà a scen­dere per altri cinque metri. Lasciandolo sulla nostra destra proseguiremo poi sulla via del ritorno come per l’immersione “per 210”.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: GHIAIA, POSIDONIA, PARETE ROCCIOSA
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.20 – MAX.34
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA, CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:

E’ sempre consigliato a meno di avere buona conoscenza del fondale, puntare decisamente verso uno dei due lati del golfetto per avere una maggiore sicurezza su quale lato del golfo ci si troverà. Si potrà così decidere con un maggior margine di sicurezza verso quale direzione procedere.

La spaccatura delle gorgonie ROMITO SASSOSCRITTO – LIVORNO

L’immersione alla spaccatura delle gorgonie è un’immersione molto interessante per la quantità inusuale di gorgonie, nudibranchi e corallo. Da un pianoro a circa 12 metri si passa rapidamente al ciglio che sprofonda fino a 40/43 metri. Durante il percorso si incontrano tutti gli organismi di questa zona: gorgonie gialle, rosse, corallo rosso, aragoste e qualche volta anche la rana pescatrice. Dentro la spaccatura si può ammirare una volta letteralmente “fiori­ta” di corallo rosso. Risaliti dalla parete si può ammirare qualche esemplare di pinna nobilis. Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la profondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza. Nei pressi del fondo la visibilità è ridotta a causa del fango che provoca una sospensione pressoché costante.

PERCORSO:
Si parte dalla dalla barca ormeggiata sul pianoro a circa 12 metri di profondità (V. note). Si punta decisamente verso sud, a destra, spalle al largo (180° bussola) e si pinneggia corniciando a scendere lungo il ciglio.
Si raggiunge la profondità desiderata (vicino ai 40 metri e subito troviamo un panet­tone ricco di gorgonie davate che merita attenzione. Lasciando il panettone a sini­stra, quindi procedendo con la parete a destra, in questa sorta di canalone possia­mo girare a mo’ di valzer intorno ai panettoni che troviamo per poi proseguire il per­corso originario.
Si avanza incontrando una spaccatura sulla parete principale dalla quale deriva il nome dell’immersione. Si prosegue fino a metà dell’aria a disposizione e si inverte la rotta risalendo lungo il ciglio fino ad arrivare al pianoro. A questo punto si lascia il ciglio e si ritorna all’ancora.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: PARETE ROCCIOSA, FANGO
  • CORRENTE: LEGGERA/MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIO-ALTA
  • PROFONDITÀ: MIN.12 – MAX.40
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:

E’ buona regola, appena arrivati sul fondo, annotare la profondità iniziale e “memorizzare” lo scenario. Questi dati saranno utili nalla fine dell’immersione per ritrovare l’ancora.

Il Cristo QUERCIANELLA

Questa immersione facile e suggestiva deve il nome ad una statua posta sul fondo a 14 metri.
Il fondale antistante l’insenatura del Rogiolo è caratterizzato da cana­loni di roccia e posidonia Una volta lasciato il costone che ospita la statua, l’immersione riserva numerosi incontri fra la posidonia e le paretine.
Questa immersione è ideale per immersioni didattiche sia di livello iniziale che avanzato (V. note).
PERCORSO:
Si parte dalla riva davanti al ristorante e si pinneggia in superficie lungo il costone. Ci si può immergere in qualsiasi momento ma se iniziamo a circa 200 metri dalla costa possiamo arrivare alla statua da sott’acqua passando fra i canaloni e la posi­donia. Allineaiti con la prima finestra del ristorante (lato monte) e facendo rotta per 270°, si attraverseranno dei canaloni di roccia e posidonia per circa 10/15 minuti di navigazione. A questo punto ci troveremo proprio davanti alla statua a circa 14 metri. Se invece si vuole scendere direttamente sul Cristo dovremo fare attenzione ad un grande cespuglio che si trova sul costone e incrociandolo con la nostra rotta ci sare­mo sopra. Una volta vista la statua puntando per 180°, potremo continuare l’immer­sione gironzolando lungo piccole pareti e chiazze di posidonia. Durante il percorso si incontra un presepe in cemento.
Da qui descriviamo una ampia curva a destra e ritorniamo al Cristo. Facendo rotta per 60° da questo punto rientiamo al punto di partenza.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: PARETE ROCCIOSA, FANGO
  • CORRENTE: LEGGERA
  • DIFFICOLTÀ: BASSA PROFONDITÀ: MIN.12 – MAX.16
  • TEMPERATURA ESTIVA: 25° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: DA TERRA
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, BUSSOLA, TORCIA

NOTE:
Adatta a svolgere eser­cizi di tecnica subac­quea e di navigazione sia naturale che stru­mentale. Bella anche l’immersione notturna.

Il muraglione SECCHE DI VADA

Una delle più belle immersioni di quest’area. Caratterizzata da una lunga parete a circa 15/20 minuti di naviga­zione dalla costa dove è possibile effettuare più immersioni e da vari “panettoni” vicini alla parete. Si incontra dì tutto, in particolare coral­lo ed aragoste.
Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la pro­fondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza.

PERCORSO:
Le guide dei diving o delle barche decidono in base al vento ed alla corrente qual’è il miglior percorso. In condizioni normali ci si ancora vicino al ciglio e si scende lungo l’ancora in prossimità della parete su un fondale di 19 metri.
Raggiunta la parete si raggiunge il fondo a circa 39 metri e troviamo un grande anfratto. Dopo averlo visitato lasciamo la parete e facciamo un percorso girando intorno ai panettoni disseminati sul fondo a 40 metri. Quindi torniamo alla parete e risaliamo sul ciglio dove troviamo l’ancora per la risalita.

  • INTERESSE:NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: PARETE ROCCIOSA
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIO ALTA
  • PROFONDITÀ: MIN.29 – MAX.40
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: CON DIVING O IN CROCIERA (DIVING BOAT)
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, TORCIA E SACCO PEDAGNO GONFIABILE

Il ciglio di terra SECCHE DI VADA

E’ un’ immersione molto bella e ricca di vita con una parete che si sviluppa a circa 4 miglia dalla costa nel pieno delle secche di Vada. Ricca di corallo, gorgonie rosse ed aragoste. Una bella spaccatura chiamata “la buca della superlocca” contribuisce ad uno scenario incantevole, altro pregio di questa immersione. Rana pescatrice, varie speci di pesci e nudibranchi sono sempre visibili. Le numerose immersioni in quest’area consigliano l’abbinamento di un’altra immersione in full day.
Attenzione ai dati di immersione (aria/tempo) in quanto, data la pro­fondità, si raggiungono facilmente i limiti di sicurezza; l’immersione diventa impegnativa con visibilità ridotta.
Fondamentale ritrovare l’ancora per evitare una risalita da circa 30 metri senza riferimenti.
PERCORSO:
Le guide dei diving o delle barche decidono in base al vento ed alla corrente qual’è il miglior percorso. In condizioni normali ci si ancora vicino al ciglio e si scende lungo l’ancora o il pedagne.
Raggiunta la profondità di 29 metri troviamo dei blocchi di cemento ed a pochi metri, verso terra, inizia la parete. Raggiungendo la profondità massima consigliata intor­no ai 35 metri si costeggia la parete tenendola alla nostra sinistra fino a metà della scorta d’aria, quindi viriamo e risalendo di qualche metro rifaremo il percorso inver­so fino al punto di partenza.

  • INTERESSE: NATURALISTICO/BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: PARETE ROCCIOSA
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.29 – MAX.43
  • TEMPERATURA ESTIVA: 24°
  • TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: CON DIVING O IN CROCIERA (DIVING BOAT)
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, TORCIA E SACCO PEDAGNO GONFIABILE

Relitto Genepesca SECCHE DI VADA

II Genepesca è un relitto molto noto fra i subacquei che frequentano la Toscana.
Affondato durante la II guerra mondiale per l’urto con una mina, giace su un fondale di circa 30 mt. Si presenta spezzato in due tron­coni non tanto per l’urto, quanto per un malsano tentativo di recupe­ro della cui prova resta una gomena di notevoli dimensioni. I due tronconi distano fra loro circa 40 mt, ed è caldamente consi­gliato di visitarli in due immersioni distinte.
PERCORSO 1: II troncone di poppa, lungo circa 55 metri, è adagiato in assetto di navigazione e rap­presenta circa i 2 terzi della lunghezza dell’intera nave. Ne fanno parte: la plancia, il fumaiolo, la sala macchine, le serpentine di raffreddamento e le stive. Si scende lungo l’ancora alla base (V. note).
Normalmente si riesce a completare un giro completo del troncone e spendere un po’ di tempo a curiosare dall’esterno. Sono presenti corvine, saraghi, gronghi, mure­ne e cernie. La penetrazione è possibile ma solo con l’esperienza necessaria e sem­pre con il consenso della guida. In questa immersione è ideale l’uso del nitrox. L’ultima parte dell’immersione viene spesa sul ponte o comunque sulla parte alta della nave. Da qui si può accedere alla sala macchine collassata.

PERCORSO 2: II troncone di prua giace piegato sul mascone di dritta su un fondo massimo di 29 metri. Lungo circa 20 metri cela sempre qualche bella sorpresa. Purtroppo nel corso degli anni a stato depredato, ma fra la sabbia e le lamiere ci sono sempre spunti per una bella immersione.

  • INTERESSE: RELITTO, BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: SABBIA
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: MEDIA
  • PROFONDITÀ: MIN.19 – MAX.23
  • TEMPERATURA ESTIVA: 21 ° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: CON DIVING O IN CROCIERA (DIVING BOAT)
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, TORCIANOTE:
    Le guide dei diving o delle barche decidono in base al vento ed alla corrente qual è il miglior percorso. Anche la visibilità influisce sulla scelta del percorso, in quanto qualche volta essa risultano essere anche molto scarsa.

Il Gabriele II SAN VINCENZO

“Gabriele II” è forse la più bella immersione di questo tratto di costa. Si tratta, molto probabilmente, di un piroscafo fine ‘800, data la forma molto particolare della prua, affondato di poppa su un fondale di 45 m. Il suo nome è fittizio, come molti altri relitti di questa zona. Simone Innocenti, lo scopritore, ha voluto ringraziare così coloro che gli hanno fornito dati e notizie per la ricerca dei relitti. Da qui i nomi: Gabriele II, Rudi I e II, Seal ecc. Il Gabriele II si erge dal fondale sab­bioso, ed è inclinato di circa 45°, questo assetto regala ai sub un forte impatto visivo e permette loro un passaggio molto suggestivo sotto la carena.
PERCORSO:
La discesa avviene lungo la cima d’ormeggio fissa, agganciata alla sommità della cabina di comando, ad una profondità di 38 m; da qui ci si dirige alla destra del relit­to, e, scavalcando la murata, proseguiamo la discesa fino a 43 m. Mantenendo il relitto sulla nostra sinistra, ci troviamo ben presto a passare sotto la carena in un passaggio mozzafiato, e guardando verso l’alto, potremo ammirare il relitto da una visuale insolita e suggestiva; proseguendo il giro potremo scorrere l’altra fiancata del relitto fino a raggiungere ciò che resta della coperta e del fumaiolo, all’interno del quale alloggia un meraviglioso grongo, ormai abituato alle visite dei sub. Tornando indietro ci ritroviamo sulla coperta, alle spalle della cabina di comando, e, dopo averla aggirata, potremo proseguire il giro sulla coperta di prua, fino a rag­giungere gli argani e le catene delle ancore.
Usciremo così dallo scafo per dare un’occhiata a questa prua imponente, passando attraverso dei fasci di reti che avvolgono la carena e si muovono assecondando le correnti, disegnando paesaggi sempre diversi, per poi rientrare dall’altra parte e, infi­ne, fare ritorno alla cima di risalita.

  • INTERESSE: RELITTO, BIOLOGICO
  • TIPO DI FONDALE: FANGO
  • CORRENTE: MEDIA
  • DIFFICOLTÀ: ALTA
  • PROFONDITÀ: MIN.38 – MAX.43/45
  • TEMPERATURA ESTIVA: 20° TEMPERATURA INVERNALE: 13°
  • ACCESSO: CON IMBARCAZIONE
  • ATTREZZATURA RACCOMANDATA: STANDARD, TORCIA